commentiAMO “A + A”

foto di Marco Papparotto

commentiAMO “A+A”

recensione di Ilaria Guerra e Mattia Dragotti

Spettacolo visto al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso sabato 10 luglio 2021.

Dopo aver vissuto lo spettacolo, chiunque si ritroverebbe a voler ringraziare il rappresentante d’istituto del Liceo Ginnasio per aver aperto il mondo teatrale a Giuliano Scarpinato.

Eh sì, perché tutto ha un inizio, e questo fu l’inizio di un nascente regista.

Regista che presta una forte attenzione al dettaglio e all’immersività, chiaramente visibile nel complesso dell’esperienza teatrale.

Scarpinato ci racconta di essersi concentrato su un’attenta ricerca sul campo tramite interviste (come nei Comizi d’amore pasoliniani) rivolte ad adolescenti italianз, per costruire mattone per mattone la pièce teatrale; per poi dedicare, con la stessa intensità, tempo e risorse alla scelta di due consistenti e vive personalità, ovvero gli attori che hanno riempito alla perfezione le vesti dei protagonisti.

La ragazza ed il ragaz… o meglio A + A (scelta del titolo volta ad evidenziare il pari livello su cui si trovano i protagonisti, ci spiega Scarpinato) vengono raccontati alle prese con la loro sessualità, una sfera intima difficile da mostrare sul palco e che viene quindi spesso trasfigurata con l’utilizzo di una poetica forma di gestualità.

Una gestualità che mette in mostra delicatezza e fragilità, come di uno spirito che si apre all’altro, come gli animi di due adolescenti che si donano qualcosa di prezioso.

Esperienza che si divide in fibrillazione e paura, comprensiva di una denuncia sociale rivolta ai reati a sfondo sessuale (come revenge porn e diffamazione), urgenza artistica probabilmente derivante dall’ambiente familiare in cui Scarpinato è cresciuto fin da piccolo, connotato dall’impegno dei genitori nella magistratura antimafia.

Un tempo, un momento storico, in cui le differenze regionali, per quanto concerne il grado di apertura mentale nei confronti della sessualità, erano più accentuate rispetto ad oggi, in cui il processo di digitalizzazione ha anche reso significativamente più accessibile il materiale pornografico (in precedenza reperibile solo in videocassette e in riviste).

La scenografia di A + A è dotata di estrema versatilità: essa consiste in un pannello di forma irregolare che assume la funzione di vari elementi scenici, quali un letto, una scrivania, un muro da arrampicata e molto altro.

Il pannello inoltre funge da schermo sul quale ad un certo punto vediamo apparire una cascata, riconducibile in qualche modo al precedente nome provvisorio dello spettacolo, che era stato pensato come un monologo (in origine A + A doveva essere Angél, nome noto in Venezuela per il “salto Angel”).

Quello che viene raccontato è quindi un percorso, non un singolo momento della vita dei ragazzз, una maturazione su vari livelli: dalla relazione con sé stessi ed il proprio corpo alla relazione con l’altrз.

Un adolescente può sentirsi parte dello spettacolo grazie all’impiego in scena di elementi stilistici (come Tiktok, Facetime, Instagram…) che caratterizzano la quotidianità della vita reale, e può sentirsi compreso grazie alla delicatezza nel trattare argomenti spinosi, spesso con una leggerezza volta alla comicità: non a caso, entrando in teatro lo spettatore viene accolto con un foglio di sala contente un profilattico, non con intento provocatorio ma per sensibilizzare anche i più giovani all’utilizzo.

Così facendo, lo spettacolo di Scarpinato riesce ad affrontare temi disagevoli (superamento dei propri limiti, rapporto con il nuovo, con i genitori, con gli amici, ansie ed aspettative poco sane, alienazione tecnologica, senso di derealizzazione) lasciando numerosi spunti di riflessione agli spettatori di ogni fascia di età.

I due attori, Beatrice Casiroli ed Emanuele Del Castillo, oltre alla connessione tra di loro, ne hanno stabilita una col pubblico, guadagnandosi partecipazione ed empatia (tutto ciò intuibile dal vigoroso applauso finale) lasciando così una nuova prospettiva su un tema complesso ed ancora oggi poco valorizzato.


Questo articolo è stato scritto dallз partecipartз al processo creativo commentiAMO:

Ilaria Guerra: classe 2000, studentessa di Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali: Tecniche Artistiche e dello Spettacolo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Mattia Dragotti: classe 2005, studente del Liceo delle scienze umane – teatro e cinema presso l’istituto Canossiano di Treviso.